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domenica 8 ottobre 2006

una tomba per le lucciole

Una Tomba per le Lucciole, tratto da un episodio realmente accaduto durante la seconda guerra mondiale, narra la vita di due bambini rimasti orfani nei bombardamenti dell'ultimo anno di guerra; Seita (il più grande) e la piccola Setsuko vengono prima ospitati da una zia con la quale si troveranno presto in disaccordo. Seita decide dunque di accamparsi in un rifugio abbandonato ed occuparsi in prima persona della sorellina; questa scelta li porrà di fronte agli orrori della guerra ed alle sue tragiche conseguenze.

Il film si concentra su un episodio insignificante nel contesto della grande storia, e forse proprio per questo riesce ad essere tanto commovente e toccante (e lo dice uno che di norma apprezza molto di più le storie che raccontano i grandi eventi).
Tecnicamente molto buono, anche se sospetto che se fosse stato interpretato da attori in carne ed ossa ne avrebbe guadagnato, specie in fatto di espressività facciale (ok, visto l'attore medio giapponese forse è meglio così).

Voto: 7.5
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martedì 14 aprile 2009

manos!

Manos: il pipparolo del fato
It's Shocking! It's Beyond Your Imagination! (no davvero...)

Quando un titolo resta per anni nelle prime posizioni della bottom 100 di IMDb, un motivo c'è sempre.
Come con altri del suo calibro, una volta finito Manos: The Hands of Fate non hai solo visto un film: sei entrato a far parte di una famiglia; ti guardi in giro tra la folla, e capisci subito chi ha visto Manos. E prima o poi mi farò la maglietta "io sono sopravvissuto al film di Alberto Tomba"...

Ben prima dei navigatori GPS, una coppia (più figlioletta rompina e cane pulcioso al seguito) si perdono nel bel mezzo del nulla; sembra dunque saggio fermarsi alla prima catapecchia diroccata, dove Torgo in persona (non so se rendo... ) li consiglia di scavarsi in fretta dalle scatole o il Master si sarebbe contrariato.
Vero padre di famiglia d'altri tempi, il babbo dimostra d'avere polso e si impone: tutta la sua famiglia si installerà nella topaia, e al diavolo il padrone! Il quale lo prende in parola e - forte dei poteri conferiti dalla malevola divinità di serie B Manos - inizia senza troppo impegno a perseguitarli.
In tutto ciò si innesta una affascinante sotto-trama sulle molte e niente affatto affascinanti mogli del Maestro, che trameranno alle sue spalle.
Finale con una raffica di colpi di scena di inaudita bellezza (ma anche no).

Pur durando solo un ora e 14 minuti e pur non succedendo nulla per la prima mezz'ora buona, la visione di Manos richiederà tempi ben più lunghi spesi in riabilitazione fisica e mentale.
Girato con una videocamera che riprendeva una trentina di secondi a botta, risulta dolorosissimo sotto qualunque aspetto: la "sceneggiatura" è devastante e gli interpreti (non professionisti) da deportazione.
Realizzato con un tocco davvero "anni 30", per spaventare punta tutto sulle capacità espressive degli attori. Inutile dire che gli è andata proprio male.
Male tanto quanto al cast stesso: non solo non vennero pagati, se non con la promessa di una percentuale di incassi inesistenti, ma morirono pure come mosche in rapida successione negli anni seguenti alle riprese. Il che ci insegna a non prendersi gioco di Manos!

Davvero troppi gli aneddoti al riguardo, non sono molti i film così osceni da meritarsi un breve documentario celebrativo (che dovrò recuperare...)

Voto: 1. O-SCE-NO ed imperdibile!
Trashometro® 10/10:
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sabato 14 luglio 2007

BaldwinMan!

SnakeMan
Nell'indifferenza generale, il malvagio già pluri-amputato sta per essere finito da The Snake King, in arte SnakeMan (fuori campo). And Nobody cares.


Devo ammettere che questa nuova collana distribuita in Italia dalla MHE a 2 euro dei filmacci della NU-Images - gli stessi del già recensito e mai digerito SkeletonMan - sta mettendo a dura prova la mia soglia del dolore. Se penso che ho ancora in casa Metamorphosis, mi viene da stare male... :-)

Ad essere del tutto onesti, se nello shit-o-meter ScheletrinoMan raggiungeva livelli da bovazza di proporzioni inter-provinciali, questo SnakeMan si ferma a "tempesta di guano di stormo di piccioni diarrotici". Il che purtroppo non lo qualifica come un buon prodotto per la prima colazione, eh... ;-)

Una spedizione in amazzonia scopre il cadavere di un uomo morto a 300 anni (cheppalle farsi 300 anni in una cacchio di giungla senza la tivvù...); la solita Evil Mega-Corporation manda una squadra di ricerca a scoprire il segreto della vita-molto-lunga-e-noiosa.
La solita pozza immonda è protetta (e forsanche prodotta!) da un giga-serpentone multi-testuto, che fa strage di ricercatori, soldatini, tribù locali, tim-tribù e chi più ne ha più ne metta.

Noioso da far paura, con una sceneggiatura insulsa quasi quanto la regia ed effetti speciali adeguati ad disastro complessivo.
A differenza di SkeletonMan qui qualcosina succede, ma siamo ampiamente sotto il livello di guardia e non si può neppure parlare di trash fatto come si deve.
Ciliegina sulla torta di cotatanta monnezza, il fatto che il ruolo di protagonista sia stato affidato ad un bolsissimo Stephen Baldwin. Che idolo! Ogni brutto film che si rispetti dovrebbe avere uno dei Baldwin nel cast!

Voto: 1. Trashometro® 4/10: (sconsigliato anche agli amanti del trash)
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mercoledì 3 marzo 2010

Orphan

Che delusione!
Uno parte con l'idea di vedersi un bel trash, ed invece si ritrova con un prodotto più che degno...

Coppia un po' in crisi con un paio di figli a carico ed uno nella tomba, decide di adottare Esther, una ragazzina tanto educata quanto schiva.
La piccola non tarderà a rivelarsi un soggetto molto più complesso e problematico per tutti.

I presupposti della schifezza c'erano tutti (a partire da un mediocre regista), ed invece alla fine questo Orphan fa un ottimo lavoro nel mantere interesse e tensione.
Il segreto è un ingrediente sempre pregiato: violenza commessa (e subita) da bambini. Grazie al cielo non parliamo poi dell'ennesimo bimbetto inquietante e/o posseduto dal demonio: qui la ragazzina ha un piano ed è metodica nel realizzarlo!

Un film di due ore che non annoia, non è eccessivamente banale e non sfrutta per la milionesima volta i soliti cliché merita davvero un elogio (carini anche i titoli di coda).
Intendiamoci: non è un capolavoro assoluto del cinema, ma non gli si poteva davvero chiedere più di così. E non scordiamo Vera Farmiga, che è sempre un bel vedere.
Di mio poi mi bullo di aver indovinato il twist della trama con ampio anticipo.

Voto: 7.5. Se vi capita, recuperatelo.
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lunedì 17 marzo 2008

vacancy

Marito e moglie, sull'orlo del divorzio in seguito alla morte di un figlio, sono di ritorno da un viaggio quando restano in panne in una zona speduta; unico segno di civiltà, un pulcioso motel gestito da un ometto all'apparenza non proprio sanissimo ma innocuo.
Giunti in camera, troveranno nel videoregistratore alcune videocassette snuff con efferate violenze compiute proprio in quella camera. Troppo tardi per scappare: sono loro, le nuove vittime.

Nessuna concessione all'originalità, nelle premesse e nella realizzazione di Vacancy, eppure il film risulta nel complesso più che gradevole: la tensione è sempre molto alta, e tutto sommato nessuno fa cose del tutto stupide o del tutto improbabili.
Discreta la regia (e che nome fichissimo, Nimród!), saggia anche nel non tirare troppo in lungo una trama che si limita all'essenziale.
"Simpatico" il personaggio del direttore del motel.

Dovendo fare la vittima non è del tutto un male, ma il fratello di Owen Wilson è un attore tragico.
Capitolo a parte per Kate Beckinsale, che è sempre un bel vedere: qui sfoggia pure un faccino innocentissimo.
Da ricordare le sue ultime dichiarazioni alla stampa, che ormai raggiungono il livello di quelle di Scarlett Johansson: prima di tutto, interesserà sapere al mondo che chiama la sua patatina "La Tomba Del Faraone" (ouch! ;-)) e che chi l'ha vista la considera ME-RA-VI-GLI-O-SA - in che senso, mi chiedo? C'ha l'aria condizionata? Sulle pareti si possono ammirare pregevoli pitture rupestri? Sa di miele? Cosa? Cosa?!?!
Poi, in seguito alla gravidanza, convocò una conferenza stampa al sol fine di informare tutti che le sue tettine erano ad altissima pressione, consentendole un getto di latte continuo con una gittata fino a 4 metri! Wow! Torna utile per sedare sommosse popolari! ;-)
Santi numi, le dichiarazioni di certe attrici sono imperdibili...

Tornando al film, molto simpatici i filmati snuff inseriti tra gli extra del dvd (anche versione noleggio).

Voto: 7-. Horror semplice, ma simpatico - warning: tettine ad altissima pressione; maneggiare con cautela.
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martedì 27 aprile 2010

le frisson des vampires! Oh, cielo...

Violenza ad una vergine nella terra dei morti viventi è un film che può sconvolgere menti e stomaci deboli, di chi non è avvezzo al trash autoriale ed ai titoli improbabili.

Due neo-sposini (francesi, nel caso vi fosse venuto il dubbio) intendono trascorrere la prima notte di nozze nel castello di proprietà dei fratelli di lei. Solo parzialmente turbati dalla notizia della recente dipartita dei due estrosi congiunti, optano per stabilirsi nel rudere, salvo che la mogliettina non vuole più saperne del marituccio dal dubbio fascino e nelle notti seguenti non gliela farà neppure annusare in fotografia.
Lui fa un po' il broncio, ma in fondo appare rassegnato ad una vita di onanistiche soddisfazioni - forse addirittura sollevato al pensiero...
Lei invece non disdegna di intrattenere spensierati ed altamente simbolici consessi carnali con le giovani domestiche e con tutte quelle che le capitano a tiro, non ultima la signora-o-signorina che abita nella pendola (la sceneggiatura non l'ho scritta io quindi non fatevela con me, eh... )
La ricomparsa dei semi-defunti fratelli Cip & Ciop, vestiti come Rita Levi Montalcini (che fa sempre molto glam-rock), aggiungerà ulteriore fetore alla già mefitica trama. Girando vorticosamente intorno agli sventurati interlocutori ed alternandosi nel dialogo, ci informano che la sorte ria li ha tramutati dai più grandi cacciatori di vampiri della storia (a sentir loro, almeno) in creature della notte assetate di sangue.
Per motivi non limpidissimi la sorellina dovrà essere sacrificata e/o lesbo-vampirizzata; non è però chiaro quanto lei sia consenziente a tutto ciò né il ruolo della già citata abitante della pendola, ma sia come sia, una liberatoria alba porrà fine alle loro ed alle nostre sofferenze. Forse.

Pur essendo alquanto doloroso, è un film d'epoca (1971) che sa anche regalare notevoli soddisfazioni per le circostanze, i dialoghi ed i grandi interpreti.
Cose imparate: le francesi dell'epoca si rifiutavano categoricamente di iniziare una conversazione se prima non si erano tirate giù una o due spalline al fine di mostrar la tetta. Culture Differenti® che per una volta mi sento anche di condividere...

Voto: sarebbe un 1, ma di fronte a tanta squinternata tetta artistica non mi sento di dare voti (comunque si vede poco e niente: non crediate sia un film di QUEL genere).
Trashometro® 10/10: un dieci pieno sul trashometro (trashometro fresco, ma adatto solo a filmbruttari di un certo livello)
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sabato 20 agosto 2011

(C)onan

Fosse morto, John Milius avrebbe due fortune: 1. essere impossibilitato a vedere questo sordido re(make|boot) di Conan il rabarbaro, 2. potersi rivoltare nella tomba al pensiero.

Invece, con un intervento in scivolata a gamba tesa, il molesto Marcus Nispel ci propina la sua versione del ciminierico eroe. E noi giustamente accorriamo al cimmena e sganciamo pure l'odioso contributo di solidarietà 3D ai poveri produttori cinematografici, dopo aver promesso che non l'avremmo fatto mai più (again).

Sunto: cattivo con fig(li)a cattiva al seguito stermina in lungo e in largo al sol fine di rimettere insieme i pezzi di una maschera facciale di dubbia bellezza (tipo succhia-faccia di Alien). Come da regolamento, lascia in vita un ragazzo dopo avergli sterminato la famiglia, che con una nemesi la vita ha più gusto.
Ah già, e gli servono pure gli emoderivati dell'ultima discendente di sangue puro di non so quale dinastia (no offense, ma essendo l'unica rimasta come speravano di proseguire la stirpe? Non c'è neanche materiale per un po' di incesto...)
Ad ogni modo, il cimurrico ragazzo è cresciuto e gli darà un sacco e una sporta di legnate!
Fine della trama.

112 minuti di noia e dolore, che si caratterizzano per:
  • overacting da fotoromanzo.
  • dialoghi da fotoromanzo.
  • scopatine da fotoromanzo.
  • combattimenti degni di una sfida all'ultimo sangue tra Hello Kitty ed un Puchu.
Comunque, questo nuovo Conan il bischero ci ha anche svelato cose che tutti noi sospettavamo da tempo, come il fatto che Conan (qui interpretato dal non esattamente grossissimo e già "diversamente civilizzato" Khal Drogo di Game of Thrones di cui parleremo in altra sede) è fortissimo per un motivo molto semplice: è figlio di Ron Perlman!

Voto: 1. Niente sul trashometro: non è trash, è solo proprio molto-molto-molto brutto e stupido.

PS: come prevedibile, il 3D è doloroso ed insultante, e lo si nota giusto sui titoli di testa e di coda.

giovedì 30 agosto 2007

salve, sono Jason parte quinta...

Slasher come non se ne fanno più, il caro vecchio Venerdì 13: il terrore continua... :-)

In un matticomio in una zona rurale degli Stati Uniti compare come per magia un assassino che segue il modus operandi del nostro caro amico Jason Voorhees, che in teoria è un po' morto negli episodi precedenti, ma non importa.
Neanche a dirlo tutto prosegue come prima, con la polizia che neanche ci prova a catturarlo, mentre i giovani continuano a pomiciare prematrimonialmente (cosa che, è noto, è la prima causa di morte negli Stati Uniti... ;-)).

I sospetti vanno da un giovane mattucchino taciturno ai vicini di casa bifolchi e più sbiellati dei matti; qual sorpresa, quando l'identità e le motivazioni del vero assassino verranno rivelate (oddio, ci si arriva dopo mezz'ora dall'inizio, ma facciamo pur finta di essere rimasti stupiti).
E non ci crederete: finale aperto per il seguito! ;-)

Mutilazioni, omicidi, decapitazioni, amputazioni e sbrindellamenti vari: se piace il genere, la saga di Jason non si è mai fatta mancare nulla, in merito.
Se il primo era un ottimo horror, anche i seguiti risultano nel complesso accettabili se quel che si cerca sono un po' di sbudellamenti e non-sense in stile horror anni '80. :-)
Peccato che il gusto delle nuove generazioni e le varie censure non consentano più la realizzazione di simili serie: i film pseudo-splatter attuali hanno ben poco a che spartire con queste vecchie glorie. :-|

Voto: 5. (mantiene ciò che promette).
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