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mercoledì 3 marzo 2010

Orphan

Che delusione!
Uno parte con l'idea di vedersi un bel trash, ed invece si ritrova con un prodotto più che degno...

Coppia un po' in crisi con un paio di figli a carico ed uno nella tomba, decide di adottare Esther, una ragazzina tanto educata quanto schiva.
La piccola non tarderà a rivelarsi un soggetto molto più complesso e problematico per tutti.

I presupposti della schifezza c'erano tutti (a partire da un mediocre regista), ed invece alla fine questo Orphan fa un ottimo lavoro nel mantere interesse e tensione.
Il segreto è un ingrediente sempre pregiato: violenza commessa (e subita) da bambini. Grazie al cielo non parliamo poi dell'ennesimo bimbetto inquietante e/o posseduto dal demonio: qui la ragazzina ha un piano ed è metodica nel realizzarlo!

Un film di due ore che non annoia, non è eccessivamente banale e non sfrutta per la milionesima volta i soliti cliché merita davvero un elogio (carini anche i titoli di coda).
Intendiamoci: non è un capolavoro assoluto del cinema, ma non gli si poteva davvero chiedere più di così. E non scordiamo Vera Farmiga, che è sempre un bel vedere.
Di mio poi mi bullo di aver indovinato il twist della trama con ampio anticipo.

Voto: 7.5. Se vi capita, recuperatelo.
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domenica 15 febbraio 2009

Benjamin Button

Con 13 nomination all'Oscar, Il Curioso Caso di Benjamin Button mi pare raccolga molto più di quanto non meriti. Anche tenendo conto del fatto che ormai ci sono più categorie che film in concorso. :-)
Il problema principale, è che da una storia breve di Scott Fitzgerald sarebbe probabilmente stato saggio trarre un film breve, e non un mezzo polpettone da 166 minuti.

Nella New Orleans del 1918 nasce un bambino con l'aspetto e gli acciacchi di un ultra-ottantenne. Morta la madre di parto, il padre lo abbandona sulla soglia di una pensione per anziani dove una giovane donna lo accudirà facendolo crescere tra i vecchi ospiti, fintanto non sarà pronto per trovare la sua via nel mondo.
Passano gli anni, ed il bambino si sviluppa... ringiovanendo fino a diventare quel figaccione di Brad Pitt. :-)
Pur afflitto dalla sua singolare condizione (l'essere Brad Pitt, mica il ringiovanire!), riuscirà a vivere la vita e ad innamorarsi di una ragazzina (che nel mentre cresce normalmente, come ovvio) conosciuta quando lui assomigliava ad un settantenne alto un metro e quaranta.

I momenti topici del film non mancano e sono molto efficaci (nel rappresentare l'inizio e la fine delle varie fasi della vita), quel che convince meno è quanto c'è stato messo in mezzo per riempire il tutto: troppo lungo e non particolarmente ispirato. Troppe volte si ha la sgradevole sensazione che lo scrittore Eric Roth ci stia propinando Forrest Gump II - Back For The Money.
Gli stessi dialoghi in certe occasioni risultano un po' stucchevoli, ed in un film in larga parte narrato la cosa si sente.
Niente da dire sulla qualità della regia di Fincher, così come sulla fotografia. Buona la musica.
La tiratissima, lucidatissima ed inceronatissima Cate Blanchett e Brad Pitt fanno pure il loro lavoro, anche se nel caso di lui mi pare che la candidatura ll'Oscar rientri nella categoria "ehi, per tre quarti di film ha tanto trucco addosso/aggiunto-al-computer che non lo si riconosce: PRESTO, CANDIDIAMOLO ORA PRIMA CHE TORNI NORMALE!"
Insomma: se ne sono già viste anche troppe, di candidature così. O magari sono io che ho copiosamente le mie cose...

Per il resto - per carità - commuoverà a dovere, poco da dire.

Voto: 6.5. Troppe nomination.
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giovedì 3 gennaio 2008

indiana jones!

Finalmente ho avuto modo di vedere i tre Indiana Jones in rapida successione. Cose che ti riconciliano con il cinema. :-)
Saga d'altri tempi, come non se ne fanno più: tante idee, realizzazione solida e - sembra banale - una marea di gente con le palle a ricoprire i ruoli fondamentali (nel cast, ad ancor di più fuori); oggi sembra che ci si limiti a tirare una vagonata di dollari in una direzione, nella speranza che abbastanza tordi vadano poi al cinema.

I Predatori dell'arca perduta inizia il mito, e mette subito in chiaro il taglio avventuroso che si vuole dare al personaggio. Voto: 10.
Indiana Jones e il tempio maledetto è palesemente il capitolo più debole, con una trama non troppo appassionante e personaggi secondari troppo abbozzati; l'intento era di farne un film più cupo, ma il risultato è invecchiato maluccio. Voto: 6.
Grande colpo d'ala risulta invece Indiana Jones e l'ultima crociata, con un cast perfetto e sceneggiatura a loro adeguata. Voto: X (la "X" indica dove scavare! ;-))

Impeccabile la qualità audio e video del cofanetto, che contiene anche un DVD pieno di extra piuttosto interessanti. Peccato per il 2.0 in italiano, ma vale la pena rivederseli in lingua originale.

Voto complessivo: 9.
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domenica 30 dicembre 2007

Eastern Promises

Intanto, complimentoni a chi ha tradotto "Eastern Promises" con "La Promessa dell'Assassino".
Detto questo, sono rimasto alquanto soddisfatto dall'ultimo film di Cronenberg.

Una ragazza dell'est muore di parto; quel cuore d'oro di Naomi Watts cerca di farsi tradurre il diario della giovane, nella speranza di rintracciarne i parenti.
Si imbatterà in una famiglia della mafia russa nella quale zio Viggo si sta facendo strada: partito come autista, punta a conquistarsi la fiducia del capo.

Film potente, pur con un passo lento (ma la tensione non viene mai meno) che si regge su una sceneggiatura davvero ottima. Crudo al limite della brutalità, non ci si fa mancare proprio nulla: violenza sessuale, prostituzione, sgozzamenti, accoltellamenti, omicidi a mani nude e tutto il repertorio.
Brava la Watts e Cassel buono giusto per il ruolo di depravato ubriacone; bravi gli altri, anche se tutti scompaiono di fronte al più forte Viggo Mortensen di tutti i tempi: sono certo che potrebbe sconfiggere a rutti financo il ben più acculturato Dolph Lundgren. :-)
Il vero guaio è che se Viggo fa ripetutamente intravedere il Piccolo Viggo®, la Watts sta tutto il tempo in maglione. ;-)

Dopo la delusione di A History of Violence, ed un film pesante (pure non brutto) come Spider, mi sento in parte riconciliato con Cronenberg.
Certo, non è più il regista della carnaccia che abbiamo adorato.
È un Cronenberg ripulito, con più soldi, una ottima fotografia ed una regia precisa e misurata; lo si amava di più prima, ma va bene anche così.

Voto: 8+. Avercene.
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venerdì 14 dicembre 2007

flatliners

Nel 1990, la metà capace di fare cinema di quel tragico caso di sdoppiamento della personalità che è Joel Schumacher, firmava un horror notevolissimo e tutto sommato sottovalutato: Linea Mortale (Flatliners).

Cinque giovani studenti di medicina sono ossessionati per motivi diversi dalla morte e dalla necessità di scoprire la verità: c'è qualcosa, dopo?
I rischiosi esperimenti sembrano andare a buon fine, non fosse per il fatto che ben presto ci si accorge che "dall'altra parte" sembrano esserci anche entità non proprio felici d'essere disturbate...

Belle le sotto-storie dei singoli personaggi, perseguitati dai propri demoni personali, eccellenti la regia, la fotografia, il ritmo e le prove attoriali - del resto il cast non era di poco conto: Julia Roberts, Kiefer Sutherland, Kevin Bacon e William Baldwin.

Un horror senza mostri, atrocità gratuite e gore. Avercene...

Voto: 8.5.
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