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mercoledì 3 marzo 2010

Orphan

Che delusione!
Uno parte con l'idea di vedersi un bel trash, ed invece si ritrova con un prodotto più che degno...

Coppia un po' in crisi con un paio di figli a carico ed uno nella tomba, decide di adottare Esther, una ragazzina tanto educata quanto schiva.
La piccola non tarderà a rivelarsi un soggetto molto più complesso e problematico per tutti.

I presupposti della schifezza c'erano tutti (a partire da un mediocre regista), ed invece alla fine questo Orphan fa un ottimo lavoro nel mantere interesse e tensione.
Il segreto è un ingrediente sempre pregiato: violenza commessa (e subita) da bambini. Grazie al cielo non parliamo poi dell'ennesimo bimbetto inquietante e/o posseduto dal demonio: qui la ragazzina ha un piano ed è metodica nel realizzarlo!

Un film di due ore che non annoia, non è eccessivamente banale e non sfrutta per la milionesima volta i soliti cliché merita davvero un elogio (carini anche i titoli di coda).
Intendiamoci: non è un capolavoro assoluto del cinema, ma non gli si poteva davvero chiedere più di così. E non scordiamo Vera Farmiga, che è sempre un bel vedere.
Di mio poi mi bullo di aver indovinato il twist della trama con ampio anticipo.

Voto: 7.5. Se vi capita, recuperatelo.
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mercoledì 12 aprile 2006

ku fu?

Dopo il successo di Shaolin Soccer, arrivato in Italia con 20 minuti tagliati e doppiato da calciatori (ouch!), Stephen Chow è tornato con Kung Fusion.

Nella Cina degli anni '40 un fallito aspira ad unirsi alla più potente gang della zona, ma riesce soltanto ad mettere nei guai gli abitanti di un quartiere povero, che dovranno combattere contro i malavitosi.

La trama è solo una scusa per una sequenza di combattimenti strampalati tra strani personaggi. Chow non ha perso il tocco del surreale: le battaglie sono ben coreografate, i personaggi sono davvero strambi e alcuni momenti comici funzionano molto bene (il vecchio del manuale, i coltelli!).
Non manca il momento commovente, con il rapporto con la venditrice di gelati e l'amico.

Forse Shaolin Soccer riusciva a legare meglio tra loro le situazioni, ma nel complesso il film mantiene, almeno in larga misura, le aspettative.
Il doppiaggio, questa volta usa in maniera scriteriata gli accenti regionali italiani; si stava benissimo senza, ma nel complesso non fa troppi danni (Shaolin Soccer era inascoltabile).

Voto: 7.

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lunedì 19 febbraio 2007

15 uomini e una bottiglia di rum!

Quando uscì, Pirati dei Caraibi: La Maledizione Della Prima Luna era di gran lunga il miglior film che fosse mai stato tratto da una giostra di un parco dei divertimenti.

Certo, il fatto di essere anche l'unico aiutava, e le sue due ore e rotte erano di sicuro troppo lunghe, ma alla fin fine si meritava la sufficienza per lo stile.
Pirati dei Caraibi: La maledizione del forziere fantasma allunga ulteriormente il brodo, solo con meno originalità e verve del precedente.

Il capitano Jack Sparrow deve saldare un debito con Davey Jones, il capitano dell'Olandese Volante, che non è esattamente un tipo simpatico. Come se non bastasse i suoi amici Will ed Elizabeth vengono incarcerati dagli inglesi poco prima del loro matrimonio; riusciranno a fuggire ed a raggiungere Jack, ma a quel punto i loro interessi saranno in conflitto.

Qualche momento simpatico non manca, ma per il resto si tratta di situazioni poco originali e molto prevedibili.
Johnny Depp è sempre buono quando si tratta di fare l'ubriaco e le facce strane, Orlando Bloom non riesce a togliersi l'espressione da "Guardate che culo! Sono diventato famoso senza saper fare niente! Che culo smisurato che ho avuto!" e l'inutile Keira Knightley fa l'inutile Keira Knightley.

Voto: 5. Si stava anche senza.
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Regista: Gore Verbinski
Scrittore: Ted Elliott, Terry Rossio
Genere: Action, Adventure, Comedy, Fantasy
Valutazione: 8.0/10 (109288 voti) [#229 nella top250]
Durata:

143 min
Paese: USA
Lingua: English

Cast:
Trama:
After Elizabeth Swann is kidnapped by the evil Captain Barbossa (Rush) and his crew, the blacksmith Will Turner and the pirate Jack Sparrow, who used to be captain of Barbossa's ship, team up to rescue Ms. Swann. But they soon discover that the pirates have their own secret, sinister purpose with Ms. Swann, and that there's much more going on that a simple kidnapping.




Trivia random: Part of the Caribbean Beach Resort at Walt Disney World in Orlando, Florida, is called "Port Royal".
Citazione random: [Elizabeth is being laced into a corset]::Governor Swann: Elizabeth, how's it coming?::Elizabeth: It's difficult to say.::Governor Swann: I'm told it's the latest fashion in London.::Elizabeth: Well, women in London must have learned not to breathe.


Filmography links and data courtesy of IMDb.

giovedì 15 marzo 2007

GitS:SAC 2nd GIG

Section 9

Godo!
Togliamoci subito il dente della parte pecuniaria: si sa che non ho particolare stima per i distributori italiani (no davvero).
Ovviamente tanto disamore ha un prezzo: il cofanetto con la seconda stagione (2nd GIG)) completa di Ghost in the Shell: Stan Alone Complex l'ho pagata su amazon.co.uk ben 49.50 euro (sì, già convertito in euro: cofanetto con 7 dvd, spese di spedizione - 4 giorni per la consegna - comprese). L'edizione italiana in corso d'opera si sviluppa su 6 dvd (meno extra? ricompressione video?) al modico prezzo di 24.90 euro per singolo dvd.
Lascio ai più brillanti matematici fare il conto di quanto ci ho rimesso; tralasciando il fatto che, per citare un noto spot, la soddisfazione di NON dare soldi a Lupoi... non ha prezzo! :-)

Risolto il caso del Laughing Man nella precedente stagione la Sezione 9 si ritrova suo malgrado invischiata in una intricata lotta di potere ai massimi livelli che vede coinvolti la prima donna eletta primo ministro del Giappone, i servizi segreti, potenze straniere ed un gruppo terroristico. Terreno di scontro saranno i "rifugiati": milioni di persone immigrate in Giappone dal resto dell'Asia in seguito alle due guerre che hanno sconvolto il mondo; richiesti in passato come manodopera a basso costo, ormai rappresentano una zavorra per un paese in crisi economica. Abbandonati a loro stessi e minacciati di espulsione, troveranno in Hideo Kuze - già membro del gruppo terroristico "Individual Eleven" dagli obiettivi poco chiari e dai mezzi spettacolari ed inquietanti - un leader che promette di liberarli, portandoli all'indipendenza.
A fornire un (ulteriore!) antagonista alla Sezione 9 sarà la figura di Kazundo Gouda, capo di gabinetto dei servizi segreti, abile manipolatore e teorico delle dinamiche sociali con idee a dir poco peculiari su come dovrebbe girare il mondo.
Tanto Kuze quanto Gouda avranno motivazioni estremamente complesse ed articolate che richiederanno tutta la seconda metà della serie per venir esposte, maturare e mutare.

Di fronte a tanti gruppi decisi a portare al limite estremo l'escalation che sta montando nel paese, la minuscola Sezione 9 (un capo, sette membri, alcuni tachikoma ed una manciata di nuove reclute e personale di supporto) dovranno conciliare un senso di giustizia che può essere scambiato per debolezza (o banale difesa dello status quo) con la rabbia per le umiliazioni e le perdite subite, imbattendosi a più riprese in una brutale realtà: la Sezione 9 è ben poca cosa.
Sì, perché in questo sta la principale differenza tra le due stagioni: nella prima il Laughing Man eludeva più o meno da solo i suoi inseguitori, ma (anche tenendo conto del superbo twist finale) i ruoli erano ben definiti: c'era la preda e c'erano i cacciatori; per quanto dure fossero le battaglie restavano nette alcune sensazioni: in primis, di essere nel giusto; poi, di poter fare la differenza; infine, che le cose si sarebbero risolte per il meglio (a livello dei singoli episodi e complessivamente).
In questa seconda stagione questo non è più vero: si può forse ancora avere la convinzione di operare per un poco definibile bene comune, ma questa volta gli avversari sono fin da subito soverchianti in termini di numero, capacità, posizione nella catena di comando politico-militare e - soprattutto - in fatto di assoluta dedizione alla propria causa.
Incertezza, rabbia e paura accompagneranno per gran parte degli episodi la Sezione 9, che finirà col prendere numerose batoste. Prenderne tante. Tante da far male.

A livello di episodi, pur mantenendo una separazione tra episodi a sé stanti e connessi alla trama principale ("dividual/dual" episodes), i secondi sono in numero maggiore e più strettamente in continuità rispetto a quanto visto nella prima stagione. Qualitativamente tutte le sottotrame vanno dal molto buono all'ottimo; finalmente abbiamo alcuni episodi dedicati interamente ai personaggi (per così dire) "minori" della Sezione 9 ed alcuni interessanti scorci del passato che forniscono parte del quadro su come i membri si siano conosciuti e di quale sia lo scenario che ha portato il mondo nell'attuale situazione.
Immancabili le citazioni cinematografiche (a manate!), letterarie e storico-politiche; queste non sono mai comunque fine a sé stesse né sono soffocanti: al contrario forniscono un contesto solido e realistico dentro il quale inquadrare le vicende narrate.

Prodotto palesemente con una marea di soldi, lo studio Production I.G ci ha messo qualcosa che non si compra e che ancora oggi pochi hanno: talento e passione in quantità industriali. Pagando la giusta cifra al giorno d'oggi chiunque è in grado di produrre una buona grafica; tutt'altro discorso è trovare qualcuno che sappia scrivere le storie, girare scene di ogni tipo, utilizzare in maniera saggia la computer grafica e - banalmente - sappia dove piazzare una telecamera; in questo senso Kenji Kamiyama si dimostra estremamente bravo e persino molto maturato rispetto al passato.
Eccelso a livello di grafica e di animazione, la computer grafica è integrata molto meglio che in passato; sempre di buon livello la musica della solita Yôko Kanno.

I dvd: ottima la compressione video (anamorfico widescreen), eccellente il doppiaggio (adeguati i sottotitoli) e l'audio 5.1; gli extra consistono nella solita sequenza di interviste col cast: niente di che, ma ogni tanto qualcosa di interessante viene detto.

GitS:SAC 2nd GIG prosegue nel solco già tracciato dai predenti film e dall'altra stagione: classe e stile sono le parole d'ordine. Consideravo il 1st GIG un ottimo prodotto (votato 10/10) ed avevo totale fiducia nel 2nd GIG: la vera sorpresa è stato il trovarsi di fronte a qualcosa di nettamente migliore.
Grufolo di piacere®!

Voto: 10. Capolavoro imprescindibile.
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martedì 9 marzo 2010

7eventy 5ive

7eventy 5ive (anche "Deaf Tone") è il prototipo dei film stupidadolescenziali, ed in quanto tale fonte di un qual certo piacere trash.

Dei bimbetti che non hanno ancora imparato ad amare loro stessi si trastullano con sciocchi scherzi telefonici. Ahiloro, l'ultimo chiamato non ha il senso dell'umorismo e li stana immantinente accoppando tutti i loro genitori (ai quali se non altro viene risparmiato l'infarto dovuto alla bolletta telefonica).
Cresciuti ed iscritti al college, ed evidentemente ancora poco pratici dell'arte d'amarsi, continueranno l'insulso giochetto; l'unica regola prevede il dover tenere l'interlocutore al telefono per 75 secondi - da cui il titolo - raccontandogli una storia più o meno credibile. Cosa ci sia di divertente in ciò non è dato sapere: inizio a sospettare che gli universitari americani siano fatti diversamente dal resto degli esseri umani.
Come prevedibile, anche questa volta si manifesterà il consueto vendicatore assetato di sangue, e porterà morte e distruzione nella villa del ricco amico che ospita la spensierata combriccola con un futuro da dipendenti di un call-center.
Nel frattempo, in una trama parallela degna di un film-di-ninjà, Rutger Hauer riapre il caso della prima serie d'omicidi - essenzialmente perché gli tira il culo di farlo - e si mette sulle tracce dell'asssassino.
Il più rugoso detective della storia farà una vaccata dietro l'altra prima di scomparire nei 40 minuti finali, salvo rispuntare fuori dal nulla e senza alcuna ragione, al sol fine di commettere la più colossale delle cazzate. Il mio nuovo eroe.

Film stupido come pochi, con un twist finale che pare opportuno definire telefonatissimo, si segnala per la totale inconsistenza della presunta trama. Sospetto infatti che la sceneggiatura (?) abbia subito non pochi rimaneggiamenti in corso d'opera (del resto neppure il riassunto su IMDb è molto fedele), tanto che sul finire vengono citati fatti, luoghi e persone di cui nessuno ha mai minimamente sospettato l'esistenza.
Per il resto, un po' di gore, qualche valida figliola (ma poca pelle) e niente altro.

Cose imparate: brandire un'ascia, quando Rutger Hauer è nei paraggi, accorcia la vita.

Voto: 1
Trashometro® 7/10:
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giovedì 26 gennaio 2006

il pianista

Temo di essere l'unico al mondo a non aver apprezzato Il Pianista. In alcuni momenti, nel raccontare le atrocità naziste, ho avuto l'impressione che stesse facendo la lista della spesa (e sì che il materiale drammatico non mancava, mi risulta). Poi non riesco a capire come si possa considerare bravo un attore come Adrien Brody, ma riconosco che questa è probabilmente una mia tara.

Boh. Mi ha lasciato a dir poco freddo; imparagonabile a Schindler's List.
Lo stesso Roman 'Mi Piace Lo Stupro' Polanski mi è sempre parso molto sopravvalutato: a parte Rosemary's Baby, fatico a trovare un altro suo film che possa essere considerato davvero memorabile (il che non vuol dire che facciano tutti schifo, anzi, ma da qui a considerarlo tra i più importanti registi viventi ce ne passa).

Voto: 5.