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sabato 24 marzo 2012

Boia Vigliacca Majocco Cléb!

Quando quattro maghette si riuniscono al grido di "insieme per soldi", si può star certi che il risultato (il controverso Majocco club) sarà degno delle lesbo-aspettative a cui un po' tutti ci siamo abbandonati da più o meno piccini.

Che emozione vedere Magica2 EmiSandy dai mille coloriEvelyn-etc-etcLa Ravanabilissima Creamy insieme per un audace progetto: trasmettere un lungometraggio di fantascienza girato in diretta! (Fail Safe, si tolga di torno, la prego).

Per la precisione il film in questione è niente meno che un tentacle rape, genere che rappresenta un fulgido esempio della PERALTRO RAFFINATISSIMA SUB-CULTURA SESSUALE GIAPPONESE (piccoli e gialli! E non voglio sentire lamentele! PICCOLI E GIALLI, capito?!?!)
Solo in Giappone, signori, solo in Giappone.
(e a Roma se Marrazzo è in campagna elettorale)
Un misterioso essere tentacolare precipita sulla Terra ed inizia ad attaccare piacenti fanciulle, spupazzandole di piacere fino allo sfinimento e riducendole a rugose vecchiette.
Prontamente, gli Uomini di Potere® - in evidente imbarazzo di fronte alle prestazioni di una così soddisfacente creatura - gli scagliano contro tutto l'armamentario tattico-fallico di cui dispongono, senza sortire effetti. Disperati (ma non ancora al punto di chiamare il Divino Otelma®), non trovano di meglio da fare che rapire le nostre quattro eroine mentre si facevano una carriolata di fattacci loro.
Evelyn, qui in versione "abusa di me sul cammello".
Sandy, colta in piena epifania da "MA ALLORA NON CE L'HO SOLTANTO IO!"
E figuriamoci se Emi non ha in mano un uccello...
Nel mentre, in uno stacchetto pubblicitario, Vaccreamy si mostra porca come non mai.
Ritrose sulle prime (sempre a fare le preziose...) si ricrederanno quando verranno direttamente attaccate dal laidalieno.
In un momento alquanto blasfemo all'interno di una chiesa.
A salvarle, un raggio di luce che le trasporterà sulla Luna (e/o in un'altra dimensione: la trama è ambigua come le protagoniste, in merito) e ridarà loro i rispettivi strumenti di piacere...lavoro...magia!
Pronte a vibrare uno squassante attacco...
Con l'armatura da batt(aglia|ona) ci si sente sbarazzine e si può osare anche un accenno di cameltoe!
Impareranno che la gang-bang l'unione fa la forza e sconfiggeranno con le loro bacchette magiche l'alieno erotomane.
It's fisting time!
Alla fine dei suoi 27 ottundenti minuti, un sagacissimo deus ex machina (se non lo capite, la vostra infanzia è stata mal spesa) sparerà quattro minchiate e le farà tornare ai rispettivi marciapiedi.
Tornate al posto che vi compete, femmine!
Grazie, Studio Pierrot, per averci donato tanto... se per te è uguale, però, preferiremmo ricordarti per altro.

Voto: Parimpompin! Non si danno voti alle involontarie zozzerie nipponiche... e comunque è un film che abbiamo già visto tutti nelle nostre teste più e più volte, inutile negarlo!

domenica 27 novembre 2011

6 giorni (di troppo) sulla terra

Con gli UFI ci eravamo lasciati, con gli UFI ci ritroviamo...

Prendiamone atto: stiamo vivendo un vero  periodo d'oro del cinema trash italiano: tra filmacci che puntano al più sordido gore, a quelli che si credono d'essere i figli dell'amore di Blade Runner e Quarto Potere, c'è davvero di che passare le serate in attesa dell'inevitabile ecatombe economica. :-P

In mezzo a tanta meraviglia c'è poi un titolo come 6 Giorni sulla Terra che saggiamente - di fronte a tanta competizione che sembra poter accontentare tutti - sceglie di ritagliarsi una nicchia tutta sua: quella dei film che scontentano tutti.
Gli effettini stylish durante i titoli di testa sono sempre una garanzia.
(tutti i codici a barre sono fasulli: ho già controllato)






In un'epoca felice di illimitati fondi pubblici alle università, il nostro eroico protagonista ha messo su una allegra combriccola di pirla al sol fine di raccogliere, tramite l'ipnosi, testimonianze di una sconvolgente verità: gli UFI sono tra noi!  Tantissimi sogni bagnati delle sue pazienti hanno infatti lo stesso svolgimento: alcune razze di alieni svolgono su di loro turpi experimenti sexuali al sol fine di pupparsi l'energia della loro anima! (gli alieni non credono alle fonti rinnovabili, si sa).
"Cerca di capirmi, caro: ero giovane ed ero nel mio periodo sperimentale..."
A fornirgli la prova definitiva, sarà una 18enne col visetto innocentissimo fuori e lo spirito di Hexabor di Ur (già cugino di secondo grado di Gozer il Gozeriano) dentro.
Inizialmente non creduta, la signorina verrà presa molto più sul serio appena 5 minuti dopo, quando inizierà ad usare quella che sembra essere la sua arma contro tutte le avversità di questo mondo difficile: mostrare un po' di tette.
Molto professionalmente, l'esimio professore sfodera il suo pilone di giada, onde sondare quanto a fondo si spingono le di lei possessioni.
Scoprendo con sgomento che lei è una di quelle che, nel momento topico, fanno una faccia un po' così.
Andato poi, a puro titolo di cortesia, a conoscere i suoi...
"Forse non dovrei essere io a dirvelo, ma vostra figlia se la fa con una ex divinità aliena della Mesopotamia..."
...solo per scoprire che in fondo in fondo poteva pure crescere peggio.
Senza se, senza ma e senza idee migliori, si affida dunque all'amico pretesorcista che chiama in causa pure un laido (poco) ortodosso, che sfortunatamente nulla potrà contro il satanasso extracomunitario.
HOLY TITS!
È dunque venuto il momento di sfoderare le armi pesanti, dando in gestione la faccenda ad un membro di una organizzazione segreta che sembra sapere molto su questi chupa-alma.
Sì, è ancora mooolto lunga, la faccenda.
Basti dunque sapere che:
1. verremo informati che a star sempre chiusi in una casa protetta bisogna combattere la noia come si può.
2. scopriremo che se siete abbastanza gonzi, il primo pirla con un conpiutter vi potrà convincere di tutto.
3. assisteremo a furibondi inseguimenti con sparatorie condite da un fumino viola che esce dalle pistole.
4. parteciperemo al rave party meno affollato e con la gente meglio vestita di sempre.
5. il satanasso animofago si manifesterà.

Grande trama di indubbio valore sociale, dopo una estenuante ora e 45 minuti lo spettatore sarà portato a guardare con sospetto tanto i poteri forti di questo mondo, quanto i produttori di simili gioielli ingiustamente non capiti da critica, pubblico e mamme dei coinvolti nell'operazione.
La parte veramente penosa della faccenda, è che cercando un po' in giro si scopre che un simile filmone stuzzica (volontariamente, sembrerebbe) l'interesse di chi crede davvero a simili accozzaglie di non-sense che fanno sembrare Giacobbo l'alfiere del pensiero razionale.  Ma in fondo suppongo sia giusto così...


Voto: sotto zero.
Trashometro®: 10/10 (ah, se solo ci fosse stata una comparsata di Franco Nero, che capolavoro assoluto sarebbe stato...)

domenica 1 maggio 2011

[mezze stagioni] Misfits/2

La seconda stagione di Misfits non fa che riconfermare il positivissimo giudizio meritatosi dalla prima.

Riprendendo da dove si erano chiusi i primi sei episodi, ovvero dalla scoperta del potere di Nathan, i cinque protagonisti si ritrovano ancora alle prese con il loro servizio per la comunità.
Nei nuovi sei episodi (più uno speciale natalizio), i rapporti tra i cinque subiranno una serie di evoluzioni, finendo col creare un vero gruppo e col fare e disfare coppie.

In continuità rispetto alla precedente stagione, anche stavolta a farla da protagonista saranno eccessi, oscenità e nefandezze di ogni genere: se prima sembravano personaggi un po' alla Warren Ellis, ora l'unico termine di paragone è Garth Ennis: se fosse esistita una comunità di recupero in Preacher, sarebbe stata popolata esattamente da questi personaggi.

Si partiva da ottimi livelli sotto qualunque aspetto, eppure si notano significativi miglioramenti: regia matura, uso spettacolare di una fotografia desaturata ed ambientazioni claustrofobiche unite ad angoli di ripresa innovativi ed obiettivi tilt. Questa seconda stagione setta standard altissimi sotto qualunque aspetto tecnico, oltre ad ottime interpretazioni e dialoghi spettacolari (se non altro ci si fa una cultura in quanto a sinonimi di "genitali" e loro usi estrosi).

Netti miglioramenti anche nella sceneggiatura che ora non si dipana più come sequenza di episodi in larga parte scollegati tra loro, ma segue un indirizzo ben preciso: uno strano personaggio incappucciato segue il gruppo e sembra indirizzarli ed aiutarli nei momenti di difficoltà; scoprirne l'identità e le motivazioni porterà il gruppo alla maturazione (negli obiettivi se non nei modi!)

Quello di Misfits è un universo surreale nel suo essere anonimo, periferico e post-industriale, eppure riesce a coinvolgere proprio grazie al contrasto tra una scenografia volutamente grezza e personaggi sopra le righe.

Voto: 10, assolutamente da non perdere (ancora una volta, in lingua originale).
Ed ora, come sempre, deprimiamoci riflettendo sul perché la nostra televisione di stato riesce a produrre solo Don Matteo.

giovedì 2 settembre 2010

l'isola del dottor Frankenstein

Oltre 400 voti ed una media di 1.6 su IMDb; questo è il significativo biglietto da visita de L'isola del dottor Frankenstein, film del 1981 con un tocco indiscutibilmente anni '50. E non in senso buono.

Cominciando dall'inizio - che tanto tutto il resto si confonde nelle allucinazioni provocate dalla visione di cotanto bel cinema - troviamo quattro stralunati pirla che precipitano con la loro mongolfiera su un'isola (fuori scena: effetto speciale troppo costoso...)
Con loro anche un cane che, memore di Napoleone, farà subito pipì e pure altro sulla spiaggia. Da qui in avanti la trama peggiora, e non di poco.
Verranno presto accolti da una tribù di più o meno affascinanti fanciulle (ma tanto i maschietti son dei gran scorfani, quindi non hanno da lamentarsi) che, come prevedibile, scopriremo essere mezzo-sangue aliene il cui rito di iniziazione a non-si-sa-bene-cosa consiste nel farsi appendere stile amache umane (buono anche per la sciatica, credo). Ho già detto dei peggioramenti della trama?
Pur vagamente allupati a causa delle discinte signorine, bramano anche il ritorno a casa, intralciato però dagli altri abitanti dell'isola: tale Sheila Frankenstein von Helsing (l'improbabile nome non l'ho scelto io), il suo bicentenario marito ed uno stuolo di fottutissimi scimuniti che ci vengono presentati come temibili macchine da guerra, ma che si limitano a ciondolare in giro senza costrutto.
I ben assortiti coniugi stanno conducendo esperimenti su questi (sub)umani con tanto di trasfusioni, elettrodi e sfere al plasma che fanno sempre scena e costano poco; il tutto sotto l'accorda guida del defunto e mi viene da dire buon-per-lui Dr. Frankenstein, che alla bisogna appare sovraimpresso per sproloquiare baggianate che si concludono sempre con "il potere! Il potere! Il potere! Il potere!" - del resto lo sanno tutti che se ripeti ossessivamente qualcosa prima o poi si avvera (bambini non fatelo a casa: "me-la-dai? Me-la-dai? Me-la-dai? Me-la-dai?" non ha mai funzionato a memoria d'uomo).
Inutile dire che il medico che fa parte della combriccola si fa temporaneamente traviare da tale eccesso di scienza, mentre gli altri dimostrano maschio nerbo ed impongono alle donninaliene di raccogliere tronchi per preparare una zattera. Che non vedremo: anche questo era un effetto speciale fuori dalle disponibilità economiche della produzione.
Credo di poter omettere la tedioscommovente parte col capitano incarcerato, quella col tizio nella vasca che va salato periodicamente, un paio di rapimenti, i combattimenti più osceni della storia, il cervello nella teca, apparizioni/sparizioni e pure l'intero finale col generale dell'esercito vestito come un giardiniere.
Mi sembra però giusto menzionare l'arma speciale contro i cattivi, trovata in seguito ad accurata descrizione: "sarà una cosa lunga più o meno così", detto allargando le braccia stile "ho preso un pesce...". Trattasi in realtà di un ben poco portatile mitragliatore da trincea della prima guerra mondiale, che viene usato a distanza da arma bianca e che smaterializza il bersaglio.
Ah sì, e appare pure Frankenstein, ma ci faceva più bella figura se se ne restava a casa, visto che pur presenziando alla scazzottata collettiva finale viene bellamente ignorato da tutti (e lui, cortesemente ricambia).

Delirante al limite del penalmente perseguibile, l'ultimo lavoro del leggendario Jerry Warren farà soffrire ed appagherà i cultori del trash come pochi altri filmacci di serie Z. Si sa: adoro i film che chiedono molto, ma che in cambio sanno anche dare molto.
Da segnalare, poi, una serie di caratteristi del filone zombie/vampiri/mostri-vari tra i quali Katherine Victor ed il sempre mentuto John Carradine.

Credo sia difficilmente reperibile: all'epoca passava sulle tv locali a tarda notte per spezzare un po' il ritmo delle pubblicità erotiche. Se vi capita a mano, però, fateci un pensierino (ma se ci spendete più di 20 centesimi vi rido in faccia ).


Voto: 1, di stima.
Trashometro® 10/10: - solo per Veri Credenti del Brutto Cinema®.
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sabato 8 maggio 2010

green zone

Se visto preparandosi ad un film d'azione in zona di guerra, Green Zone fa anche la sua figura.

Nell'Iraq appena sconfitto dagli Americani, il comandante di un gruppo impegnato nella ricerca delle armi di distruzione di massa resta invischiato in un intrigo militare e politico che vede contrapporsi diverse sezioni dei servizi segreti, dell'esercito e dell'amministrazione; nodo del contendere, ovviamente, l'esistenza o meno di dette armi proibite.

Magari non molto realistico negli avvenimenti dei singoli protagonisti (a Matt Damon succedono davvero un po' troppe cose un po' troppo in fretta), il film ha il suo principale pregio proprio nell'azione: ben diretta e ben eseguita, mantiene alta la tensione dall'inizio alla fine. Pecca solo lievemente nel finale, dove diventa eccessivamente convulsa.
Tutto sommato non malvagia neppure la rappresentazione dei complessi giochi di potere e delle scelte errate che porteranno alle ben note conseguenze.

Voto: 7 - non annoia.
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domenica 5 aprile 2009

treddi ma anche no

Se Jeff Katzenberg mi capita a tiro, giuro che lo brutalizzo con un Braun Minipimer.

Togliamoci il dente del film in sé: Monsters vs. Aliens (2009) è carino senza eccedere, ennesima produzione pseudo-seriale della DreamWorks, che ci ha abituati ai suoi alti e bassi.
Il governo da decenni cattura ed imprigiona i mostri, ultimo dei quali una ragazza cresciuta a dismisura dopo essere stata colpita da un meteorite.
All'arrivo di un alieno assetato di potere, verranno liberati nella speranza che salvino il pianeta.
Trama semplice, introduzione dei personaggi ridotta al minimo (e oltre) e poca originalità nel complesso. Non mancano però le situazioni divertenti ed alcuni bei soggetti (B.O.B., la larva gigantesca e il Presidente sono davvero simpatici).
Per il resto niente di nuovo, ma si lascia guardare volentieri.

Voto: 7-

[il tritatutto su per le chiappe del signor DreamWorks]
Io capisco che sia un uomo d'affari, che poteva produrre mozzarelle al posto dei film e né lui né il mondo avrebbe notato la differenza, ma le sue dichiarazioni su quanto sia fico il cinema 3D mi creano istinti omicidi.

Non dico mica che il 3D sia la morte del cinema, perché - nonostante l'inspiegabile successo che sta avendo tra quei moscioni degli americani - si accorgerà molto in fretta che presto la nuova tecnologia non basta a trascinare fessi al cinema, e che non puoi prescindere da una storia di qualità (o che comunque faccia presa sul pubblico). Insomma, i tempi de L'Uscita dalle fabbriche Lumiere sono passati da un po'.
Quel che contesto è l'utilità e qualità complessiva di questa tecnica, che puzza troppo di accalappia-gonzi con in più il doppio bonus d'essere una scusa per aumentare il costo del biglietto (2 dannati euro in più?! LA MADRE DI QUALCUNO È DEDITA AL MERETRICIO!) ed un buon sistema per limitare almeno temporaneamente la pirateria in sala (non che non troveranno altri sistemi, e non che non girino versioni "normali" degli stessi film, eh...)
Parlando dei merdosi occhialini, ora... sarò io che sono una fichetta delicata, ma se la tua potentissima scienza non è in grado di produrre due lenti polarizzate convesse usa-e-getta, forse è il caso di rivedere tutta la baracca. Perché senza offesa, ma vedermi consegnare occhiali "puliti e sterilizzati dopo ogni uso" da riconsegnare alla fine, mi fa un po' cagare. Per tacere del vivere la proiezione sotto la minaccia di dover pagare, in caso di danneggiamento, 50 stradannatissimi euro (coi quali sospetto se ne producano una 50ina e passa, di simili cessetti).
Sempre sul versante tecnico, ho il fondato sospetto (ed i miei amici fotoni mi vengono in soccorso) che sia previsto che la proiezione venga effettuata con una luminosità aumentata rispetto alle normali pellicole, onde compensare i filtri polarizzati. Evidentemente però non tutti i cinema sono in grado di farlo (o non vogliono consumare quei kilowatt in più) e ci si ritrova a guardare qualcosa di un po' troppo scuro e coi colori un po' smunti, per il cinema (e con un film d'animazione va ancora grassa, coi suoi bei colori vivaci).
Rincaro la dose dicendo che sono anche piuttosto fastidiosi e stancanti da indossare e costringono a fissare il centro esatto dello schermo (le lenti sono relativamente piccole). In compenso si adagiano facilmente anche sopra gli occhiali da vista.
Si denuncia poi la totale assenza di idee per quanto riguarda il suo utilizzo: è molto bello che una pallina venga lanciata contro lo schermo al sol fine di far vedere come funziona, ma dopo un po' basta: non è davvero necessario che tutti si protendano verso gli spettatori alla ricerca della prospettiva spettacolare. Insomma, mi pare che si sia partiti da una soluzione - rispolverare il 3D nella speranza di richiamare pubblico in sala - per poi crearsi deliberatamente i problemi, senza neppure eccedere in originalità (mani che "escono" dallo schermo).

Versione breve: soluzione bocciata sul piano tecnologico, economico e pure qualitativo.
Ovvero: mai più al mondo.

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sabato 28 febbraio 2009

cinechiappe

Il Mai Nato (The Unborn) è un film sul culo fatto col culo.
Nello specifico, le pregevolissime natiche della ventiquattrenne Odette Yustman - che si fanno più che apprezzare ma purtroppono non salvano la pellicola. :-)

La nostra eroina con la predilizione per la lingerie ultra-aderente inizia ad avere delle visioni del bambozzo inquietante di turno fin dai titoli di testa. Non paga di ciò, i suoi occhi cambiano colore.
Si rivolge allora con fiducia al Dottor Ogekuri che la cura con vigorosi colpi di... - no, quella è la storia che ho visto Nella Mia Testa® - dicevo, l'oculista le fa venire il dubbio d'essere una gemella, cosa prontamente confermata dal babbo (la mamma è morta suicida tempo prima) che non rivedremo mai più dato che, presagendo rogne, se la squaglia lontanissimo lasciando la figlioletta tutta sola con le sue ragguardevoli chiappe.
Lei dimostrerà di saper bene come usarle, tanto col fidanzato tanto con una serie di colpi di fondoschiena che la porteranno a trovare sua nonna in un ospizio.
L'arzilla progenitrice, più suonata del campanello di un bordello, si improvviserà deus ex machina e (non invitata a farlo) ci racconterà la storia della loro famiglia e di come tutto sia iniziato con gli esperimenti del dottor Mengele nei campi di concentramento (cfr. "Cattivo Gusto"), dove il suo gemello è morto per poi risorge posseduto da un satanasso e con il potere di fare lo sguardo inquietante (sempre buono per i film di serie Z). Non compreso perché troppo avanti coi tempi, la nonna lo accoppò (again), ora però a lui gli girano e cerca vendetta su tutti i membri della famiglia abbiano un Lato B degno di nota (la mamma era Carla Gugino, se permettete).
Culosamente, il rabbino della mutua (Gary Oldman) la istruirà su come liberarsi dello spirito maligno ed imbastirà una ganga di pirla pronti a sacrificarsi durante un esorcismo di stampo giudaico.

Canonico a livelli imbarazzanti, l'intero film non ha neppure un elemento che non sia già stato abusato mille volte negli ultimi dieci anni: bambino inquietante, specchi, possessione, esorcismo, musica che esplode sul momento topico; un vero concentrato di idee trite e ritrite, messe malamente insieme da una regia inconsistente.
Eppure non lascia del tutto insoddisfatti: è talmente forzato e spiegato dall'inizio alla fine, talmente prevedibile e risibile nel suo non far paura, che può anche risultare divertente.
Il presunto colpo di scena finale, poi, non solo è citofonato da fare impressione, ma - se solo si fa l'errore di pensarci un po' su - è anche un monumento alla stupidità del satanasso in questione: se sta per succedere quel che sta per succedere, perché mai sbattersi a perseguitare tutti?!?! Ma tieni un profilo basso, rintronato di un demonietto! :-)
Catastrofici i dialoghi e le prove attoriali di tutti (e si insiste coi primi piani, pure!) Chissà il povero Oldman come c'è finito in mezzo.

Tornando alle cose serie, non solo Odette Yustman sfoggia il già citato sedere, ma pure un visetto innocente, un pancino ben tornito, tette sode (tutto sotto biancheria intima stile seconda pelle, non fatevi illusioni) e pure un fugace cameltoe. Eh bé, quando un film ha il coraggio d'osare... :-)

Voto: 2 Trashometro® 7/10: Una sfilata di Victoria's Secret con un bimbetto inquietante sullo sfondo.
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domenica 22 febbraio 2009

doomsday!

Doomsday è qui! Ma purtroppo non ci ucciderà tutti...

Dopo il pregevole The Descent, Neil Marshall pensa bene di dirigere un filmone di medio budget come Doomsday, producendo una delle peggiori zozzerie che il cinema ricordi.

Nel 2000-e-rotti un virus letale decide che la Scozia è un posto tanto degno quanto qualunque altro per manifestarsi. Prontamente, e con un eccesso di umanità, l'intera regione viene isolata e lasciata morire.
Qualche decennio dopo un nuovo focolaio scoppia a Londra e le misure del governo sono drastiche quanto insensate: allagare tutto, sterminare mezza popolazione (cosa che consoliderà il loro potere - EHU? WHAT THE FUCK?!) ed inviare una squadra composta da quella pataccona di Rhona Mitra - già figlia di una scozzese e che ha un occhio di vetro bionico sempre buono per simpatici scherzi tra amici - ed una manciata di fessi sacrificabili al centro della prima epidemia.
Quel che infatti è stato a tutti taciuto è che il Scozia ci sono dei sopravvissuti (e te lo dico: da dove venivano gli Highlanders?) che forse sono diventati immuni grazie alla cura sviluppata da un noto siensiato (nothing less than Malcolm McDowell, per dire in che mani si erano messi) rimasto intrappolato nella zona di quarantena.
Troveranno una serie di comunità che compensano con l'entusiasmo giovanile le loro pecche organizzative: tutti cercheranno immancabilmente di ucciderli (e loro non li deluderanno, morendo da veri pirla) finché la nostra eroina non verrà posta di fronte ad una terribile verità: non ce l'ha solo lei, al mondo! :-) No, un momento: la rivelazione verteva sul fatto che l'immunità è naturale, e non esiste alcuna cura. Ovviamente ciò non impedirà a nessuno di consegnare una tizia immune ai malvagi governanti, che si suppone ne abuseranno fino a tirarle fuori la cura dal sangue. Col senno di poi, non proprio un finale edificante, se vogliamo... :-)

Eppure la sola trama - pur cretinotta forte - non rende giustizia dell'aberrante stupidità del film: i dialoghi consistono interamente di sagaci frasettine ad effetto, i blindati hanno vetri che vengono perforati da delle lance e tutte le vetture esplodono al minimo impatto.
Ancora meglio: Malcolm McDowell ha creato (perché gli tirava il culo) una intera società simil-medievale nei pressi di un antico castello, e non ci verranno risparmiati combattimenti con cavalieri in armatura, lancia e mazza ferrata! A bilanciare ciò, la società post-grunge che imperversa in città: migliaia di thug presi di peso e controvoglia da Mad Max, dediti ad ogni sorta di violenza su se stessi e sugli altri (buono il barbecue di invasore!)
Questi loschi figuri sono degnamente guidati dal grande Sol, che è fin d'ora il mio nuovo idolo assoluto: si tratta infatti di un feroce capo-curva dalle dubbie capacità espressive ma da grande entusiasmo, ricordando in tutto e per tutto il mitico Zed del secondo Scuola di Polizia. :-)
Questo soggettone deve le sue doti di trascinatore di folle anche alle sue abilità artistiche: il balletto che inizia con Good Thing dei Fine Young Cannibals è uno dei momenti più trash della storia del cinema. No, sul serio: si fatica a crederci. Non che l'inseguimento della bentley si piazzi molto sotto, a dire il vero...

Regia inetta, scadente sotto ogni altro punto di vista, va anche ricordato come il primo film in cui Rhona non si spoglia (che dire: l'avranno chiamata per le capacità attoriali...) In compenso c'è Bob Hoskins, se vi piace il genere!

Voto: 1. io-me ora sente stu-u-u-pi-do! io-me adesso amputa testa dolente!
Trashometro® 8/10:
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