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martedì 19 ottobre 2010

The Town

Dannato Beh Affleck, di cui avevo già apprezzato molto Gone Baby Gone.
Sottolineare le sue scarse capacità attoriali è un po' sport nazionale del pianeta Terra, anche se personalmente non lo trovo neppure così catastrofico: ha due espressioni, ok, ma c'è anche di peggio (specie tra le nuovissime leve). Tutto ciò però ha ben poca importanza, perché quando passa dall'altro lato della macchina da presa, continua a dimostrarsi una delle persone cinematograficamente più intelligenti al momento in circolazione.

The Town narra la storia di una banda di rapinatori di banche che opera in un quartiere di Boston. Durante un colpo viene sequestrata la direttrice di una filiale; temendo di poter essere identificati la osserveranno anche dopo la rapina, ma questo non farà che intrecciare le loro vite con la sua, oltre che far nascere conflitti interni alla banda.
Un ultimo furto - che dovrebbe sistemare tutto - poterà all'inevitabile conclusione.

Dannato Ben Affleck, dicevo: come sceneggiatore è davvero bravo (qui si basa su un libro, ma partecipa all'adattamento) e sembra conoscere alla perfezione i tempi cinematografici.
Regia asciutta, quasi impeccabile sia sulle scene d'azione che nelle parti drammatiche; c'è poco da dire: ci sono film che vanno fatti in un certo modo, e The Town è un esempio quasi perfetto di thriller drammatico.

Ben è giovane e fa ancora ampiamente in tempo a mandare tutto in mona, ma se continua di questo passo... (io non ho detto "Clint Eastwood", perché è sicuramente prematuro fare simili paragoni, ma credo che le potenzialità le abbia).

Voto: 9.

domenica 1 agosto 2010

Halloween II

Non riesco a spiegarmi, neppure ricorrendo al mio indubbio masochismo, perché mi tenga in pari con la fulgida carriera registica di Rob Zombie.
Davvero, è alquanto sconcertante pensare che gli unici due registi al mondo di cui ho visto proprio tutto sono Rob Zombie e Stanley Kubrick...
Suppongo di poter sempre dare la colpa alle pregiatissime natiche della consorte Sheri Moon Zombie, ed il fatto che in questo ultra-fetente Halloween II compaia solo allampanata e vestitissima in una manciata di visioni non credo abbia aiutato a migliorare il giudizio del film.

Diciamo le cose come stanno: Michael Myers inizia presto, finisce presto, fa un gran macello e di solito non pulisce il water. Ha inoltre la pessima abitudine di non riuscire a finire un lavoro che sia uno: lo ritroviamo infatti nuovamente intendo a dare la caccia alla sorella per un po' di sano ricongiungimento famigliare a suon di machete.
A contrastarlo, il solito branco di inetti e carne da macello, buoni giusto per allungare un po' il brodo.
Altro da segnalare? Proprio nulla, se non un colpo di schiena finale piuttosto prevedibile e che verosimilmente verrà presto cestinato dagli inevitabili sequel.

Ancora una volta Zombie fa tutto in famiglia, ed oltre alla moglie richiama i fedeli Tyler Mane, Brad Dourif e pure Malcolm McDowell (per la serie: "solo gente che non aveva proprio altro da fare").
A livello registico Rob si dimostra talento eclettico e fa un altro film brutto, ma di una bruttezza molto diversa da quella dei precedenti: oltre al consueto gore (gratuito e mal diretto), qui si punta forte sulla pura e devastante noia. Bella mossa, zio Rob!
Ci vengono quindi presentati una trafila di avvenimenti tenuti assieme con lo sputo, messi lì al sol fine di far durare ancora un po' il film e consentirgli di passare da una scena più o meno disgustosa (specie all'inizio) all'altra.

Per il resto, il nulla più completo.

Voto: 1. Trashometro® 1/10: (non è buono neanche come trash)
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martedì 8 settembre 2009

Top Line (Alien Terminator)

Ah! Quali rischi corre il nostro pianeta, mentre ignaro orbita attorno al sole!
Top Line strapperà a forza l'ignoranza che avvolge l'incauto spettatore, rivelando il terribile complotto il cui fine tuttora mi sfugge, ma che è certamente letale, altrimenti non ci avrebbero mica fatto sopra un film, vi sembra?
Alleati (o giù di lì) contro l'umanità (o, anche qui, giù di lì), troviamo dei nazisti con un buffo accento ed un pessimo gusto per l'arredo, il club delle ex mogli (in combutta con quello degli editori), la CIA, il KGB, un po' di mafie assortite e gli immancabili alieni - stavolta con cyborg al seguito (già, già...)
Contro un simile spiegamento di forze non c'è speranza, direte voi!
Eh, no! Perché non bisogna dimenticare che in mezzo all'umanità - assieme a spore, muffe e funghi - prospera anche Franco Nero!

In questo capolavoro di Nello Rossati, troviamo l'amato Nero, scrittore in crisi, intento ad ubriacarsi - che è sempre una bella alternativa al completare il libro per cui ti pagano.
Finiti i soldini, si arrangia come può e, con la gentile collaborazione del fidanzato dell'amante (che di suo sarebbe il più scadente narcotrafficante del mondo), si mette sulle tracce di squallida paccottiglia precolombiana o quel che è.
Tanti scimuniti bramano quei pezzi, a partire dal grande George Kennedy negli improbabili panni del gerarca nazista.
Non sarà però facile impossessarsene, perché dietro a tutto ciò si nasconde l'orrenda verità di cui sopra (credo che in tutto ciò l'alcool c'entri qualcosa, ma sorvoliamo): gli alieni sono tra noi, ed hanno piazzato i loro agenti su tutte le poltrone che contano - non ultima quella di una editrice così pirla da prendersi Franco Nero come autore nonché marito.
Potrei tornare a citare il fatto che hanno a disposizione dei cyborg malamente scopiazzati da Terminator, ma non vorrei conferire loro troppa dignità: l'unico che compare si fa arrotare da un toro in corsa come vero tordo...

Film a tratti soporifero ancorché di inaudita bellezza, rientra a pieno titolo tra i grandi capolavori trash del cinema italiano.
Tutto, dai dialoghi all'ambientazione, dall'abbigliamento alle musiche, concorre ad insultare lo spettatore, che non potrà restare indifferente di fronte a tanta meraviglia.

Ogni tanto passa per tv, per il resto non so quanto sia reperibile (alla peggio, potete cercare all'estero sotto l'imbarazzante nome di Alien Terminator).
Da vedere, ma solo per chi ha già un certo stomaco trash.

Voto: 1. Trashometro® 10/10:
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domenica 19 luglio 2009

gone baby gone

Gone Baby Gone, esordio alla regia di Ben Affleck, è un altro titolo penalizzato da una distribuzione italiana oscena, questa volta pare in relazione alla scomparsa della piccola Madeleine McCann (Portogallo, inizio 2007). Decisione francamente inconcepibile, perché se è vero che nel film una bambina bionda viene rapita, le somiglianze finiscono qui: il film è stato scritto e diretto prima del fatto, peraltro.

Zona degradata di Boston, una bambina viene rapita; la madre - tossica - sembra più interessata a sé stessa che alle sorti della piccola, ma ovviamente il caso suscita grande clamore e la polizia indaga sulla scomparsa. Gli zii della bambina ingaggiano una giovane coppia di detective privati nella speranza di ritrovarla al più presto.
Inizia una discesa in un mondo di criminali, spacciatori e pedofili, ma la soluzione del caso non sarà né semplice né indolore per nessuno.

Film crudo alla Clint Eastwood, deve probabilmente gran parte dei suoi meriti all'omonimo libro di Dennis Lehane (lo stesso che scrisse Mystic River, per dire...)
Non è però il caso di sminuire il buon lavoro di adattamento fatto da Ben Affleck, che firma anche una regia che magari non riscrive le regole del cinema, ma è più che degna e perfetta per il genere.
Povero Ben, denigrato da tutti: sono il primo ad ammettere che come attore fa quel che può, ma se il co-autore di Good Will Hunting fosse il peggio che c'è ad Hollywood, avremmo 4 capolavori la settimana, invece della merda che ci viene propinata quasi quotidianamente.

Se proprio vogliamo trovare qualche nota stonata, va cercata nella recitazione di Casey Affleck e di Michelle Monaghan; niente da dire su Morgan Freeman e - soprattutto - Ed Harris.
Poi, a ben guardare, soffre anche di qualche dialogo un po' troppo impostato e della complessiva inverosimiglianza della storia in sé (ed anche alcuni passaggi logici sono un tantino azzardati), ma in fondo questo genere di film è bello anche per quello.

Voto: 9- e chapeau a Ben Affleck.
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sabato 17 gennaio 2009

lasciami entrare

Dopo aver letto svariate recensioni entusiastiche di Lasciami Entrare, devo dire che le mie aspettative piuttosto alte sono andate in parte deluse. :-|
Non un brutto film, per carità, ma mi ha lasciato un po' la sensazione di occasione parzialmente sprecata.
Perché le idee ci sono, i personaggi anche e non mancano neppure le scene davvero ben costruite (la piscina, nel finale, è un gioiellino, ma anche tutti gli assalti della protagonista), dove pecca a mio avviso è nel ritmo e nel contorno alla storia.

Dodicenne svedese, vittima dei bulli locali, fa amicizia con una ragazzina (più o meno) coetanea che ha la peculiare caratteristica di essere una vampiressa; staccandosi da molti altri film del genere, qui si evitano battute di caccia al mostro e pure smancerie adolescenziali: solitudine e paura sono i temi portanti del film.

Dicevo del ritmo, non esattamente brillante: non sarebbe neanche un problema in sé, ma i tempi morti andrebbero riempiti con qualcosa che contribuisca all'atmosfera del film - qui invece abbiamo uno sfondo poco interessante e poco comprensibile. Certo, periferia degradata, ok, ma alcuni dei personaggi sono troppo abbozzati per far presa sullo spettatore.
Il vero problema è che si ha la sensazione che molte cose siano state solo accennate, ma ci si sia sentiti in dovere di mettercele comunque perché c'erano nel libro. Passi per l'accompagnatore di Eli, ma il resto degli abitanti della zona sono figure bidimensionali, così come il padre di Oskar (per tacere del suo misterioso ospite - chi è? quale il suo ruolo nell'economia della storia?)
E potrei continuare: i litigi tra i due coniugi di mezz'età? Le stesse intenzioni del marito, che cerca vendetta dopo la morte della moglie e dell'amico, sono mal strutturate.
Non dubito che sulla carta tutto funzioni ed abbia un senso, ma non è così che si fa un film: se ci metti un personaggio, devi fare in modo che abbia un senso.

Per il resto, discretamente diretto nelle sua parti d'azione (tutti gli attacchi sono notevoli, e torno a ricordare la scena in piscina), ma con alcune cadute di stile: penso all'incendio all'ospedale e all'attacco dei gatti.

Menzione di merito per Eli, interpretata e resa in maniera davvero stupenda.

Voto: 6. Ma-mi-mo... resta la sensazione che senza aver letto il libro molti pezzi non li si riesca a cogliere (ma a quel punto...)
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