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giovedì 19 gennaio 2006

star wars

Ogni tanto mi tolgo lo sfizio di vedermi in rapida successione (diciamo nell'arco di una settimana) Star Wars, episiodi IV, V e VI.

Questa volta, dopo almeno un paio d'anni (ripresomi almeno in parte dalle delusioni dei recenti prequel), in lingua originale da DVD. Qualità video e audio superba, devo dire.

Lo so che a misurarla col bilancino anche la saga originale non mancava di difetti (l'eccesso di Ewoks nell'episodio VI è sotto gli occhi di tutti ;-)), ma tutte le volte l'amore ha il sopravvento, che ci posso fare? :-)
Grandiosa, epica, avventurosa, pomposa. LA saga per definizione.

Voto complessivo: 10.

sabato 24 luglio 2010

sorority row

I film horror-adolescenziali sono da sempre garanzia assoluta di qualità. Trash, quanto meno.
Se pensavate che Jennifer's Body avesse posto una pietra tombale sul tema, sappiate che il genere ha ancora molto da dare e da dire, e questo Sorority Row (Patto di Sangue, già remake di un ignoto ai più film dell'83) ne è una eccellente dimostrazione: non avrà dei personaggi altrettanto leggendari, ma i dialoghi e la sceneggiatura non hanno nulla da invidiare ai migliori cacatoi di macachi.

Alcune amiche di una confraternita tendono un tranello ad un pirla; lo scherzo riesce fin troppo bene ed una di loro schiatta. Dimostrando un certo metodo, decidono di tenere segreta la cosa ed arrivano - scopicchiando qua e là - alla sudata laurea. Devo anche aggiungere che inizieranno a cadere una ad una per mano di un misterioso assassino?
Da qui in avanti (cioè dal primo minuto), il film inanella una trafila di momenti trash, dialoghi cretini e situazioni surreali che lo qualificano come uno dei migliori emuli di So cosa hai fatto degli ultimi anni.
Buon ultima arriverà anche Carrie Fisher, che senza troppo costrutto cercherà di risolvere la situazione col fucile a pompa.

Si segnala: la morte per bottiglia (bere troppo uccide, specie quando si beve il contenitore e non il contenuto), il tizio a testa in giù nel montacarichi ed una delle più gratuite scene-nella-doccia di sempre. Per il resto, qualche graziosa signorina (solite studentesse 35enni...) e dialoghi degni di una gara di rutti. Cosa chiedere di più?


Voto: 2. - So cosa hai fatto-fattino-fattolino gli fa un baffo.
Trashometro® 8/10:

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martedì 28 marzo 2006

serenity

Camminando diritto e fiero sulla mia via di peccato e perdizione, ho commesso un'altra empietà: ho visto Serenity senza aver visto Firefly e per giunta in italiano.

Si parte con una introduzione dei personaggi e della storia; se il contesto viene dipinto abbastanza bene lo stesso non si può dire dei protagonisti, in larga misura solo "figure abbozzate". Si salva il capitano e (in parte) River, mentre gli altri si limitano a svolgere il ruolo di comprimari attivi, ma troppo "piatti".

Lo scenario è molto (forse pure un po' troppo) classico del genere: da una parte i cattivi (nei metodi se non nelle intenzioni), dall'altra i buoni capitati nel ruolo un po' per caso, un po' per presa di coscienza (ma di certo non per nascita) e in mezzo di tutti gli altri: scagnozzi dei cattivi (con o senza crisi esistenziali), amici dei buoni, mercenari, figure sullo sfondo, i nemici di tutti (pazzi da legare, se possibile).
Insomma, un incrocio tra lo status quo di Star Trek: The Next Generation ed alcuni personaggi di Star Wars.

Come ha già detto qualcuno (;-)) questa è fantascienza classica, con astronavoni, astroporti malfamati, laser che fanno zzzap! nel vuoto, drammi umani e ogni tanto qualche sana scazzottata. A questo proposito devo dire che, pur apprezzando molto tutto il resto, le scazzottate sono molto whedoniane, ed è un genere a cui non sono mai riuscito ad abituarmi.

Concludendo: si lascia guardare, ma in due ore piene mi aspettavo sicuramente un migliore approfondimento dei personaggi e - se possibile - una trama un po' meno lineare.

Voto: 6.5 (ommioddio i mezzi voti sono tornati dall'oltretomba per obnubilarci la meeente! ;-))

PS: mi sono accorto solo molto tardi che il capitano non era Adam Baldwin, pur essendo molto più Baldwin di quanto non lo fosse lo stesso Adam! Il che mi porta alla conclusione che essere Uno Dei Baldwin® è più uno stato mentale, che non un diritto di nascita! Wow! Ho sempre voluto essere Uno Dei Baldwin® ed ora so che, se mi applico con costanza ed impegno, un giorno forse - se ne sarò degno - lo diventerò! :-D

sabato 10 luglio 2010

the black ninja

the black ninja
In basso a destra, il boss della mala ed il suo staff di esperte proctologhe.


Si ringrazia calorosamente il grande MaxNegro che mi ha donato l'originale di un simile capolavoro - non capisco davvero come abbia potuto privarsene...

Gli americani hanno il termine "cheesy", per definire un certo genere di pellicole che dovrebbero suscitare in chi le guarda un imbarazzo tale da poter essere superato solo da quello che dovrebbe provare chi le ha prodotte.
The Black Ninja (numi! È del 2003 e sembra uscito dai primi anni '80...) non sarà The Star Wars Holiday Special, ma non mancherà di lasciare gli spettatori frastornati di fronte a tanta bruttezza.

Film per il mercato home video fortemente voluto da tal Clayton Prince - regista, interprete e sceneggiatore (si prega di aggiungere virgolette a ciascuno dei precedenti termini) - oltre ad una improbabile immagine di copertina, ci offre una ragguardevole trama: un famoso avvocato di colore riesce a mantenere fuori dal carcere la peggior feccia della società. Tutti lo odiano, ma anche lui ha i suoi bei problemi: a parte una casa arredata da un cieco e computer vecchi di 20 anni, ha visto la propria famiglia sterminata da un Evil Red Ninja® che aveva difeso in aula (suppongo che appellarsi all'infermità mentale sia uno scherzo, quando il tuo assistito si veste come un imbecille e si fa gli shuriken da solo...)
Tale tragedia ed una peperonata lo hanno turbato al punto da trasformarlo in un giustiziere mascherato che se ne va in giro di notte a tirare i pugni più lenti e meno letali della storia a tutti i malintenzionati che gli capitano a tiro.
La difesa di una sostenitrice dei diritti civili, testimone chiave nel processo contro un povero vecchio d'un malavitoso, gli darà nuova forza, un paio di mutandine in cui insinuarsi e pure una traccia per risalire al suddetto ninja rosso, che nel frattempo non si è ancora cambiato costume ed è quindi più fetente che mai. Se questo non è far serata...

Nel cast si segnala la presenza di Heather Hunter, nota porno-star che compare vestitissima in un paio di flash-back.
Al posto della pelle o altro, ha pensato bene di portarsi dietro dal mondo dell'hardcore le principali caratteristiche per cui questo è giustamente noto e stimato: la qualità delle luci, la definizione dei personaggi, i dialoghi raffinati e la trama.

Film dolorosissimo, che chiede molto allo spettatore, ma che sa restituire altrettanto: scritto, girato, ed interpretato dal deretano di una scimmia diarrotica, vive di estenuanti imbarazzati momenti in cui - quando va bene - non succede nulla. I guai veri nascono infatti le rare volte in cui succede qualcosa: nelle scene d'azione, credo che Stephen Hawking avrebbe fatto un figurone al confronto dell'atletico protagonista.

Che altro dire? Filmbrutto di assoluto pregio, ma certo non adatto a chi è alle prime armi: un pivellino del trash potrebbe soccombere di fronte a tanto orrore.

Voto: 1
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lunedì 21 agosto 2006

nazi-zombie

C'è un motivo se i teteschi non sono tifentati padroni ti mondo: si facevano troppi viaggi in acido sognando di invincibili armate di zombie! ;-)

Uno dei grandi classici del filone nazi-exploitation è L'Occhio Nel Triangolo (Shock Waves) che annovera tra i protagonisti niente meno che John Carradine e Peter Cushing (nello stesso anno in cui quest'ultimo fece Star Wars e, comunque, un bel po' di anni dopo che entrambi avevano già cominciato a scavare, una volta raggiunto il fondo delle rispettive carriere).

Quattro o cinque pirla in navigazione alla ricerca di relitti di navi fanno naufragio, dopo uno scontro con una misteriosa nave fantasma, su un'isola che pare deserta.
Ben presto incontreranno l'unico abitante: un ex comandante delle SS, che intima loro di lasciare immediatamente l'isola.
I poveri stolti non fanno però in tempo, e diventano prede di uno squadrone di SS delle quali verrà rivelato l'orrendo segreto: si tratta in realtà di SS morte in combattimento che gli scienziati del reich erano riusciti a riportare in vita come perfette macchine da combattimento zombie (salvo alcuni piccoli dettagli: sono stupidi come tafani, esplodono se gli togli gli occhiali scuri e si muovono alla velocità di bradipi ;-))
Lo scarso acume dei protagonisti e la selezione naturale farà il resto, e ben pochi potranno ritornare sani e salvi. :-)

Stupido a livelli dolorosi, è comunque un genere che i veri amanti del trash devono prima o poi esplorare; reperibile in una edizione mega-deluxe in dvd - che, priva di ogni dignità, si bulla d'essere un grande classico del cinema - presenta una versione migliorata del capolavoro originale con tante scene extra che francamente mi pare impossibile non fossero presenti al cinema, dato che senza il film non ha né capo né coda (non che cambi poi molto, ad onor del vero, ma...)

Voto: 1. Trashometro® 7/10: (achtung: kuesto film fifrà 1000 anni tra i fostri più dolorosi rikorti!)
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martedì 7 febbraio 2006

il maaale

I brutti film brutti, ti fanno apprezzare i bei film brutti.
In Oscure Presenze il figlio di Lloyd Bridges e il cugino di George Clooney passano un'ora e 40 a battibeccare "io ci credo!", "io non ci credo!", "io non ci credo che tu non ci credi!" riguardo ai fantasmi che infestano una casa del sud degli Stati Uniti. Se la sceneggiatura non brilla, il reparto effetti speciali invece sì che si è fatto cascare i maroni: la soggettiva dell'oscura presenza consiste in un vetro macchiato con una bomboletta spray blu posto davanti alla telecamera...

Bleargh, da evitare come la peste. Voto: 1. Trashometro® 2/10:

martedì 25 ottobre 2005

decubitus!

L'idea originale era di fare un film sulla trilogia del Signore Degli Anelli, poi questioni di costi hanno fatto ripiegare il regista verso una differente saga epica, e così nacque Excalibur; visto il risultato, è stata probabilmente una buona cosa.

Non ho molto di diverso da dire sul film in sé, rispetto a quanto è già stato ampiamente ripetuto in tutte le sedi: la recitazione, i dialoghi ed in molte situazioni la fotografia, le luci e persino le scenografie risultano molto teatrali, e questo contribuisce a dare al film quel tono epico di cui la storia ha bisogno.
Menzione particolare per l'interpretazione di Parsifal, davvero ottima. E poi ci sono i carmina burana, che qui ci stanno proprio bene!

Molti momenti del film sono poi stati citati in opere successive; magari è un delirio solo mio, ma niente mi toglierà dalla testa che lo stesso combattimento contro se stesso di Luke Skywalker ne Il Ritorno Dello Jedi sia ispirato alle allucinazioni del buon Lancillotto...
Impossibile poi non ricordare Superfantozzi e la sua meravigliosa parodia. Excalibur, imbecille! :-)

In other news, la droga scorre a fiumi:

  1. Retata nella Roma-bene (-bene è un suffisso che storicamente identifica una manica di mezze calzette); per ora non ci sono i nomi: IL PUBBLICO (PETTEGOLO!) VUOLE SAPERE!

  2. Si minaccia una fischion sulle vicende di Paolo Calissano; vabbé battere il chiodo finché è caldo, ma aspettare almeno che si raffreddi il cadavere...

  3. Ho le prove che i tre trans con cui è stato beccato Lapo Elkann erano in realtà Moggi, Bettega e Giraudo!
    Ci credo che il povero ragazzo si deprime e si rifugia nella droga... ;-)



Voto per Extrumbulus: 8.

giovedì 17 novembre 2005

body double

Rivisto dopo tanti anni Omicidio a Luci Rosse; devo dire che mi aveva colpito di più all'epoca, anche se si adatta bene al mio periodo meta-cinematografico (poche settimane fa ho rivisto l'ottimo Ed Wood)

Niente riassunto, dato che l'hanno visto davvero tutti. Voto: 7.

Brian De Palma è stato spesso considerato, sia dalla critica e dal pubblico (specie se americani), poco più di un mestierante del cinema. E' vero che da Mission to Mars (compreso) in poi la qualità dei suoi lavori è calata paurosamente (anche se non ho visto Femme Fatale), ma troppi suoi film precedenti sono da storia del cinema, per poterlo considerare un regista qualunque.